Sarka
Fonte: Leggere tutti N° 28 - Aprile 2008
Sarka è un romanzo che prende le mosse dal pianeta parallelo di Second Life, ove cambiare la propria vita è più facile, non ci sono fughe in avanti: il rimorso e il rimpianto.
“Prima di tutto è una grande storia d’amore”, si legge nella quarta si copertina, in verità c’è un buon protagonista: la razionalità di Marco affrontata dall’incoscienza del suo avatar. “Si sogna quando la realtà è povera di eventi” fa dire l’autore alla sua “stupenda figura boema”, in dialogo con Jozeph, nonché l’antagonista di Marco, in quanto sua versione virtuale, che si intrattiene tra le braccia di Sarka e si concede a baci sognati dal suo creatore. C’è il fascino degli amori difficili. Un marito al computer a far tardi nella notte di passaggio alla mezza età;completamente assorbito da quella atmosfera di conquista e terra di ricerca. E la quotidianità che suona, è la moglie dal letto che richiama ai “doveri”.
L’esercizio stilistico garantito dal mezzo di comunicazione alimentava una vita vegetativa dei sentimenti o era già l’anteprima di un tradimento? Il tempo di attesa è la variabile che faceva di una superficie conoscenza mediata e alterata, un uomo inchiodato davanti alla sua postazione attento a non sollevare “neanche per un attimo, il dito dal mouse, come se quel mouse fosse il grilletto di un’arma pronta a far fuoco contro la razionalità in agguato”.
Perché la sua emotività era stata trasportata, interamente alla realtà. “Si può perdere la testa per un paio di gambe, ma di un’anima ci si innamora”, e l’attivissimo della scrittura obliqua a leggerla. Saka “è un anestetico troppo potente contro i dolori della vita”, per non amarla; e infatti era già fidanzata con un seguito di amanti connessi, quando Jozeph acquisisce alcuni punti preferenziali dal suo creatore: la gelosia e l’esigenza di progetti, prerogativa umani. Da una parte una donna misteriosa, dall’altra un uomo che aveva messo in discussione la sua quotidianità ed era pronto a dare valore a un sogno: concedersi una second chanche ma viverla in prima persona. E’ interessante come ad un tratto ci si ritrovi in una logica da romanzo giallo, non perché si consumi una scena da topos, non è detto che si consumi neppure un rapporto sentimentale, potrebbe essere una storia, come raramente si scrivono, incompiuta, non fronteggiata. Oppure con un colpo di scienza. Facile iniziare a corteggiare la più carina di Second Lifee poi dirsi innamorato dell’anima, forse almeno sul pianeta parallelo si dovrebbe evitare di partire dall’aspetto perché:”l’amore non ha sesso”. No, Sarka non è un lui, Marco sta per conoscerne la vita, e i lettori seguiranno con interesse i passi che lo vedono smaniare con un nodo alla gola con dispositivi elettronici, cartine geografiche e dizionari per tradurre l’identità segreta. In tutto ciò Sarka non ha dato che risposte di desiderio da spendere on line. E invece Marco interrogava ogni sua risposta, ogni frase come fosse la reggente di forti messaggi di reciprocità. Decise che lo avrebbero detto gli occhi. Per chi ha amato “L’avventura di un miope”, di Italo Calvino, il romanzo di Claudio Forti porterà questa ammissione: “Sono proprio i fragili che fanno battere il cuore più forte”.
Benedetta Cosmi